venerdì 5 aprile 2013

Tares, altra maxi stangata

Salvo che si decida per un rinvio, quest'anno entrerà in vigore la Tares, la nuova imposta sui rifiuti, che sostituirà la Tarsu. Saranno previste tre rate: le prime due si pagheranno con le regole della vecchia Tarsu, rimandando a dicembre l'applicazione della Tares con il relativo conguaglio, tra cui lo 0,30% a metro quadro che verrà incassato direttamente dallo Stato. Le conseguenze per le attività commerciali e produttive sarebbero devastanti. Si può ipotizzare, ad esempio, che un ristorante da 200 mq pagherebbe a maggio (prima rata) e a settembre (seconda rata) circa 270 euro a rata , in linea con i livelli della Tarsu, ma a dicembre (terza rata), con l'applicazione della Tares, dovrebbe attendersi una stangata di ben 4.200 euro. Se si vuole veramente la ripresa, non é sicuramente questo il modo migliore per farlo.

giovedì 4 aprile 2013

Appalti pubblici e PMI

La ripresa economica in Italia é legata senza dubbio alla ripartenza delle attività delle PMI, asse portante per lo sviluppo di un paese e per l'incremento dell'occupazione. Una delle difficoltà, tra le altre, con cui devono fare i conti le nostre imprese é anche quella della discriminazione che subiscono in materia di appalti pubblici . Infatti, a differenza di ciò che accade in altri paesi, europei e non, in cui si sta andando nella direzione di ampliare l'accesso delle PMI agli appalti della P.A., in Italia le difficoltà di ottenere le informazioni sulle gare, i costi amministrativi in proporzione più elevati, le dimensioni dei contratti, la necessità di rilevanti garanzie finanziarie rendono la partecipazione delle imprese problematica e discriminante. Senza considerare, poi, i costi del contenzioso amministrativo e i cronici ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione. La speranza é che l'Italia si adegui con rapidità a quanto già da tempo stanno facendo gli altri paesi in questo settore.   

mercoledì 3 aprile 2013

Per pagare le imprese spunta l'aumento Irpef

I nostri politici si sono finalmente decisi a pagare almeno parzialmente i crediti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione. Ma, tra vincoli del patto di stabilità e la necessità di mantenere l'indebitamento entro il 2,9%, come richiesto dall'Europa, il decreto, che oggi doveva approdare in Connsiglio dei Ministri, é stato rimandato a data da destinarsi per ulteriori approfondimenti da parte dei ministri interessati. Tra l'altro, cosa che preoccupa non poco i cittadini, si era sparsa anche la voce di un aumento opzionale dell'Irpef da parte delle Regioni per finanziare questi pagamenti.

martedì 2 aprile 2013

OPG: un acronimo, un incubo

Tra i compiti del Comitato dei saggi, recentemente nominato dal Presidente Napolitano, vi é anche quello di lavorare ad una seria riforma del Welfare.
La speranza é che, tra le varie aree che dovranno essere esplorate e riviste dalla riforma, tutte egualmente importanti, si prenda altresì in seria considerazione la grave situazione in cui si trovano i malati mentali che, avendo commesso un reato, sono stati condannati a scontare una pena in strutture spesso non all'altezza di assicurare un ambiente sanitario dove il paziente sia seguito e curato quotidianamente fino al raggiungimento del suo riequilibrio psichico.
In queste strutture, conosciute con l'acronimo di OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari), i malati di mente vivono spesso in condizioni disumane, con rare visite mediche, cure inadeguate, in ambienti sovraffollati, dimenticati dai loro familiari, assistiti da personale non sempre sufficientemente formato.
E comunque, qualora venissero dismessi, si troverebbero ad affrontare una società che mostra tutti i suoi limiti in materia di strumenti e logistica necessari per un giusto e concreto reinserimento di queste sfortunati cittadini.
Con la inevitabile conseguenza di una recidiva delinquenziale che riporterebbe il malcapitato nuovamente in ospedale per una nuova riabilitazione.
Peraltro, c'é anche chi paventa il rischio che questi fantomatici OPG, qualora non venissero riformatii, potrebbero essere sostituiti da altre fantomatiche strutture chiamate carceri,. che in questi anni hanno dimostrata purtroppo tutta la loro inadeguatezza.
Ma questa é un'altra storia.

lunedì 1 aprile 2013

Le due facce dell'Italia

Pensavate che l'Italia fosse una e indivisibile? Ebbene vi sbagliate. Almeno sul versante delle "buste paga" si riscontrano assurde e ingiustificate differenze tra due facce opposte di una stessa medaglia. In questi giorni , infatti, come previsto dalla legge, si stanno pubblicando i primi bilanci delle società quotate in borsa, riferiti all'anno 2012. Saltano subito agli occhi gli stipendi milionari e ultramilionari che riempiono e gonfiano le tasche di "fortunati lavoratori", che di sicuro non vengono minimamente sfiorati dalla crisi e dall'anno nero che sta vivendo l'Italia. Non considerando poi premi vari, fringe benefit e laute liquidazioni elargite con estrema generosità ai "nostri".
Accanto a questi "geni" baciati dalla fortuna, vi é poi tutta una schiera di "finti poveri" che, come insaziabili sanguisughe, campano sulle spalle dei "veri lavoratori", che cercano faticosamente di tirare avanti con stipendi risibili e ai limiti della decenza.  Senza poi parlare della dilagante corruzione che, con i suoi innumerevoli tentacoli, s'ingrassa a dismisura succhiando risorse allo Stato sociale.
Tutto questo avviene mentre aumenta la schiera dei disoccupati, mentre si bruciano le speranze di tanti validi e meritevoli giovani, mentre migliaia di imprese falliscono, mentre centinaia di miglia di negozi chiudono, mentre la Federalberghi, ultima in ordine di tempo, denuncia la situazione critica del settore e il rischio di una possibile chiusura di miglia di alberghi e di centomila nuovi disoccupati nei prossimi mesi.
Nessuno vuole contestare la "giusta retribuzione" per coloro che hanno talento da vendere, ma neanche si può giustificare il perdurare di disuguaglianze e ingiustizie, che hanno poco a che fare con un Paese, come il nostro, che abbiamo l'ardire di considerare democratico, civile e solidale.
Ma forse il terzo mondo é già qui tra noi!     

sabato 30 marzo 2013

I dieci uomini saggi

Il Presidente Napolitano ha reso pubblici i nomi dei dieci saggi che dovranno formulare proposte nell'ambito delle riforme istituzionali ed economiche. Non mettiamo in dubbio la validità di queste scelte e le competenze dei nominati. Ci permettiamo solo far notare come nell'elenco non compaia un nome femminile, come se tra le donne non vi siano persone ritenute all'altezza di far parte dell'elenco. Forse sarebbe il caso che ogni tanto si tenesse conto che anche tra il sesso femminile ci potrebbero essere donne di spessore e con competenze di tutto rispetto.

Il Presidente Napolitano ha deciso

Il Presidente Napolitano ha escluso le sue dimissioni, sostenendo al contrario la necessità di rimanere in carica fino all'ultimo giorno del suo mandato, al fine di fare tutto il possibile per trovare una soluzione politica all'impasse politico attuale. Ha ricordato che il Governo Monti é ancora in carica e operativo e che non é stato sfiduciato dal Parlamento. Affiderà a due gruppi ristretti formati da personalità riconosciute dal Paese il compito di individuare linee programmatiche condivise sulle quali far convergere il consenso dei gruppi parlamentari, in attesa che venga nominato il nuovo Presidnete della Repubblica.

mercoledì 23 giugno 2010

manovra del governo quanto basta?

In molti continuano a criticare la manovra del governo per il proprio aspetto squilibrato per la compensazione dei diversi impegni sociali lasciati tutti a carico del cittadino medio e dei meno abbienti, inoltre non si trova la consistenza della manovra per incidere sulla congiuntura economica a favore del rilancio dell'economia o dell'impiego. Per ciò molti esperti pensano di dover segnalare una via d'uscita in grado di scatenare effetti di relazioni secondarie seguita dal governo incentivarla attraverso la formazione dei lavoratori in cassa integrazione ed offrire alle aziende ulteriore possibilità di rilanciare la produttività nei settori in cui hanno mancato utili e mercato.
Sicuramente l'occupazione si ritroverà presto in ripresa e la maggior parte delle famiglie avrà un reddito maggiore con un importante rialzo del potere di acquisto per le stesse categorie di prodotti per cui il mancato stimolo economico ha ridotto tutto il consumo.
Banco di prova, la iscrizione dei bambini a scuola, negli asili nido, senza una maggiore apertura di nuove assunzioni, lo stallo perdura da anni e il settore è carente di opportunità importanti per tante famiglie e quanti tra i giovani diplomati che vorrebbero impegnarsi per promuovere una carriera da insegnanti, la conseguenza del vuoto lasciato è che l'Italia si ritrova ben più indietro a confronto dei paesi europei della zona euro con un carico di disoccupazione maggiore , un minore tasso di nascita, un insufficienza delle strutture di accoglienza per la formazione primaria dei piccoli.