sabato 13 aprile 2013

Bio si, Bio no

E' noto a tutti che l'industria del biologico fattura  centinaia di di miliardi di euro e che il giro d'affari e i guadagni per le imprese che operano nel sono appaiono sempre più in crescita. Basti pensare che un'azienda leader, come la Happy Family, che ne 2006 vantava ricavi per 115 mila dollari, oggi fattura ben 35 miliardi di dollari. Recenti ricerche condotte negli Stati Uniti mettono però in dubbio l'efficacia di questi prodotti. Sono state infatti esaminate centinaia di donne incinte e di bambini fino a 6 anni di età e non ci sono risultanze che questi cibi facciano meglio di quelli tradizionali. I ricercatori, pur ammettendo che nei cibi tradizionali ci sono buone possibità di trovare pesticidi, hanno però concluso che le percentuali riscontrate non risultano nocive per la salute e che i valori nutrizionali non sembrano né migliori né peggiori di quelli dei cibi bio. La conclusione é che la corsa verso il bio sembra più una scelta psicologica che rassicura i genitori piuttosto che razionale. Come si poteva prevedere, la notizia ha suscitato le ire di mamme e papà che, preoccupati di dare ai loro cibi senza veleno, hanno contestato con veemenza i risultati della ricerca.   

venerdì 12 aprile 2013

L’agricoltura sostenibile


Non tutto in Italia va male. Da una recente ricerca di Coldiretti infatti risulta che nelle imprese italiane attive nel settore agricolo negli ultimi 2 anni si è incrementata l’occupazione, è aumentata l’efficienza, é diminuito l’inquinamento e sono aumentate le esportazioni. Soprattutto l’agroalimentare e la produzione vinicola hanno conquistato importanti quote di mercato all’estero, puntando su qualità e innovazione. La tendenza all’abbandono dei terreni e alla fuga dai campi si sta invertendo: ben 57 mila aziende sono condotte da giovani al di sotto dei 35 anni e un’impresa su tre è gestita da una donna. Cresce anche il numero delle aziende che investono in tecnologie verdi e processi sostenibili e come fatturato e numero di addetti siamo secondi solo alla Germania.

giovedì 11 aprile 2013

Cosmetici e test sugli animali


In tutta l’Unione Europea non si potranno più ustionare e avvelenare animali cavie per ricavarne cosmetici. Dopo oltre vent’anni infatti il Parlamento Europeo ha messo fuori legge l’uso della vivisezione per ricavare rossetti, fondi tinta ed altro, obbligando in questo modo coloro che vogliono esportare questi prodotti nel vecchio continente ad adeguarsi alle nuove regole. E’ sicuramente una svolta importante e una direzione di marcia univoca verso la difesa dei diritti di molti milioni di specie animali che abitano il pianeta. E’ una scelta in cui si rispecchia la civiltà di un Paese e che ci auguriamo sia adottata anche da quei pochi Stati, tra cui la Cina, che permettono ancora test sugli animali per la produzione di nuovi cosmetici.

mercoledì 10 aprile 2013

Chi mangia e chi guarda


Non può non fare gridare allo scandalo la notizia delle grasse liquidazioni e degli altrettanto lussuosi vitalizi  riconosciuti ai non eletti alle ultime  elezioni politiche  e destinati a rimpinguare i loro “miseri” portafogli. Centinaia di migliaia di euro liquidati per fine mandato e pensioni medie di seimila euro netti a testa per tutta la vita!  Liquidazioni e pensioni pagate con denaro pubblico, nonostante la crisi e il PIL anemico, e giustificate per i servizi resi al Paese nel corso delle precedenti legislature (sic!).   E mentre si parla di tagli alle spese per la politica, si continuano  a elargire laute prebende ai politici non più attivi. Ma la Fornero non affermava, piangendo e singhiozzando, che era costretta a malincuore a riformare le pensioni per salvare l’Italia dal baratro, creando così grosse difficoltà economiche a migliaia e migliaia di cittadini?  E Monti non giurava che tutti noi avremmo dovuto fare sacrifici per contribuire al salvataggio della nazione?  Figli e figliastri? Chi mangia e chi guarda? O forse siamo usciti dalla crisi e non ce ne siamo accorti?

martedì 9 aprile 2013

Crisi, potere d’acquisto e famiglie


Sta crollando il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici. Infatti, secondo i dati pubblicati recentemente dall’ISTAT, nel 2012, si è registrato un tonfo del potere d’acquisto pari al   - 4,8%

Si tratta della variazione annua peggiore dal 1990, anno in cui è stato disponibile il dato.  Questa forte diminuzione del potere d’acquisto si accompagna ad una diminuzione del reddito disponibile delle famiglie che nel corso del 2012 ha avuta una flessione del 2.1%, come pure sono diminuite la spesa dell’1,6% e la propensione al risparmio, che ha raggiunto il livello più basso dal 1990.

 

lunedì 8 aprile 2013

Non crediamo più


Per mesi e mesi ci hanno fatto credere che la recessione era solo un’invenzione creata ad arte dagli avversari politici. Ci hanno fatto credere che il popolo non aveva problemi economici tant’è che era difficoltoso trovare posto nei ristoranti. Ci hanno fatto credere che erano sufficienti mille euro al mese per vivere comodamente. Poi hanno dovuto ammettere che purtroppo l’Italia era in recessione, ma ci hanno fatto credere che noi ne saremmo usciti alla grande e in poco tempo. Il Paese sprofondava sempre di più e, come soluzione, ci hanno fatto credere che era necessario un Governo tecnico per risolvere tutti i problemi degli italiani. Fatto il Governo tecnico, ci hanno fatto credere che, riformando le pensioni e aumentando la tassazione, saremmo finalmente usciti dal baratro e saremmo stati tutti meglio. Ci hanno fatto credere che la riforma del lavoro e la modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, con la possibilità di licenziare per motivi economici, ci avrebbe consentito di rendere più flessibile il mercato del  lavoro e di conseguenza di far ripartire l’occupazione.

E’ notizia recente che nell’ultimo anno sono stati persi oltre 1 milione di posti di lavoro,  di cui 300.000 solo nell’ultimo trimestre, a scapito soprattutto dei giovani, con un incremento di quasi il 14% rispetto all’anno 2011; sappiamo che milioni di persone sono sotto la soglia della povertà, migliaia di aziende commerciali e produttive hanno chiuso o stanno chiudendo, la tassazione ha superato la soglia proibitiva del 52% . il debito pubblico aumenta a dismisura e il PIL non cresce come dovrebbe. In compenso aumenta lo spread.

Ci hanno fatto credere! Ma ora non crediamo più!

    

domenica 7 aprile 2013

Ricchi e poveri

E' notizia recente la misura cautelare emessa dal GIP di Roma nei confronti di padre De Caminada, amministratore delegato dell'IDI, ora agli arresti domiciliari, e di altri due suoi stretti collaboratori. Reati gravi quelli contestati al De Caminada, che in soldoni si concretizzato nella sparizione di 14 milioni di euro. Se le accuse verrano confermate, sarà l'ennesimo scandalo che sconvolge la Chiesa e mette in discussione i rapporti tra Santa Sede e sanità cattolica. E intanto é stato accertato che il buco finanziario dell'IDI ammonta a 600 milioni di euro e rischiano di rimanere a casa circa 400 lavoratori, senza considerare che i suoi 1.500 dipendenti non percepiscono lo stipendio da più di sette mesi. Fortunatamente, non tutti i preti sono pedofili e truffatori; una tantissima parte di loro, con Papa Francesco in testa, fanno della povertà e dello spirito di servizio verso il prossimo fondamenta solide e irrinunciabili della loro misione nel mondo.   

sabato 6 aprile 2013

Chi gioca e chi si uccide

Ieri purtroppo altre due persone, marito e moglie, si sono tolti la vita. Non riuscivano più ad andare avanti con la misera pensione che percepiva lei. E' l'ennesima tragedia a cui ormai siamo quasi abituati; non fà più notizia visto che  casi del genere si stanno moltiplicando velocemente, nel più assoluto silenzio della nostra classe politica, preoccupata unicamente di giocare al gioco delle alleanze. Governo di larghe intese o Governo tecnico oppure Governo a termine o Governo del Presidente oppure Governo di transizione o Governo dell'oca o magari Governo del risico? Non posso non ripensare con rabbia a chi si permette di spendere mille euro per una cena a Cortina, magari evadendo le tasse, o a chi, con soldi pubblici, si abbuffa di ostriche, caviale e champagne o si compra un video giochi. La gente continua a morire ...... e loro continuano a giocare